All’Auditorium Officina H la terza edizione del Festival premia i progetti degli istituti superiori del Canavese, consegna il Canavese Experience Awards 2026 al Velodromo Francone e presenta ufficialmente lo Young Advisory Board. Special guest Marco Camisani Calzolari. 

Si è svolta nella mattinata di giovedì 7 maggio 2026, presso l’Auditorium Officina H di Ivrea, la terza edizione di Contaminazioni – #Call for Ideas , l’appuntamento annuale con cui Fondazione Canavese2030coinvolge gli istituti scolastici superiori del Canavese in un percorso di co-progettazione territoriale. Oltre  700 studentesse e studenti degli istituti superiori del territorio hanno riempito la sala, insieme a docenti, dirigenti scolastici, istituzioni e rappresentanti del mondo imprenditoriale. I saluti istituzionali sono stati portati dalla Vicesindaca della Città di Ivrea,  Patrizia Del Santo. I lavori sono stati moderati dalla Direttrice Marzia A. Vinciguerra .

Quest’anno il tema è stato lo sport come leva educativa, sociale e di comunità, declinato nell’ambito del riconoscimento conferito a Terre del Canavese come  Comunità Europea dello Sport ACES .

«Questa mattina abbiamo visto in questa sala quello che il Canavese sa fare quando crede in sé stesso: ragazzi che progettano il futuro del proprio territorio, istituzioni che li ascoltano, imprese che investono su di loro. La Call for Ideas non è un concorso scolastico. È un atto di fiducia nel Canavese del 2030.» Marzia A. Vinciguerra, Direttrice Fondazione Canavese2030

Il Canavese Experience Awards 2026 al Velodromo Francone 

Ad aprire la cerimonia è stata la consegna del Premio Canavese Experience Awards 2026 al Velodromo Francone di San Francesco al Campo , hub territoriale trentennale per il ciclismo canavesano e incubatore di sport, talenti e valori. Il premio è stato ritirato da Davide Francone, Presidente del Velodromo, affiancato da  Giacomino Martinetto, Consigliere, e da Helen Ghirmu, Consigliera. Il premio è stato consegnato dal Presidente della Fondazione Fabrizio Gea .

Il Presidente Gea ha sottolineato come il Velodromo Francone sia anzitutto un luogo fatto di persone, passione ed entusiasmo, e come la collaborazione con la Fondazione si traduca in azioni concrete: il Velodromo gestisce un  Centro di Avviamento alla Pista in collaborazione con la Federazione Ciclistica Italiana, che ha formato molti giovani campioni del territorio; gli è stato dedicato un box all’interno degli itinerari della  Guida alle Eccellenze del Canavese 2026 .

«Il Velodromo Francone incarna il significato più profondo della statuetta simbolo della Fondazione che consegniamo ogni anno con i Canavese Awards: una tensione costante verso l’alto, una visione proiettata al futuro. Non è un riconoscimento al passato ma un riconoscimento a chi ogni giorno lavora perché il Canavese sia un posto migliore in cui crescere e vivere.» Fabrizio Gea, Presidente Fondazione Canavese2030

«Siate dignitosamente folli. Non ubriacatevi di follia, ma usatela moderatamente, unita sempre alla competenza. Il Velodromo Francone è nato trent’anni fa da un’idea folle: costruire un impianto di eccellenza in un comune di 5.000 abitanti. Oggi quell’impianto è tra i primi tre velodromi italiani e ha ospitato la partenza di una tappa del Giro d’Italia. La follia, unita alla passione e alla tenacia, funziona.» 

Davide Francone, Presidente Velodromo Francone

In occasione della premiazione è stato celebrato il primo esempio di co-branding del Canavese : la maglia del challenge su pista porta insieme il brand del Velodromo Francone e il brand Canavese progettato dal Politecnico di Torino. La maglia sarà disponibile nel marketplace di canavese.com.

Marco Camisani Calzolari: l’intelligenza artificiale e la generazione glocale 

Lo speech centrale della mattinata è stato tenuto da Marco Camisani Calzolari, divulgatore scientifico digitale ed esperto di cybersicurezza e intelligenza artificiale. Il suo intervento —  “L’intelligenza artificiale e la generazione glocale. Quando il mercato è globale, ma i giovani sfruttano i vantaggi del locale”   — si è rivolto direttamente agli studenti, intrecciando opportunità e rischi dell’AI, il futuro del lavoro e il valore del territorio come base da cui operare nel mondo digitale globale. 

«Quando il mercato è globale, i giovani che sanno sfruttare i vantaggi del locale hanno un vantaggio competitivo straordinario. L’intelligenza artificiale non è intelligenza: è un sistema probabilistico che sbaglia per definizione e che riflette le scelte di chi l’ha costruita. Usarla bene richiede giudizio umano, spirito critico, capacità di relazione — tutto quello che si impara vivendo in una comunità. È questa la visione al centro del mio ultimo libro, Cyberumanesimo: la tecnologia deve servire l’uomo, non sostituirlo. Il digitale ci libera dalla geografia: da qui, dal Canavese, si può lavorare per il mondo. Questo territorio ha già dato al mondo il Programma 101. La domanda non è se andarsene, ma cosa si è capaci di costruire restando.» Marco Camisani Calzolari

La promessa mantenuta: i progetti dei ragazzi diventano realtà 

A testimoniare concretamente la vocazione della Fondazione a trasformare le idee dei ragazzi in azioni territoriali è intervenuto Alessio Bertinato, Sindaco di Barone Canavese e coordinatore della realizzazione del progetto vincitore della Call for Ideas 2024-2025 Perle del Canavese, dell’Istituto Carlo Ubertini di Caluso. Bertinato ha ribadito l’impegno concreto della Fondazione: ogni progetto vincitore viene realizzato sul territorio, non rimane carta. Nel suo caso, la valorizzazione del  Sentiero delle Pietre Bianche si inserisce nel più ampio lavoro che la Fondazione sta portando avanti sui  Cammini Canavesani , un sistema di percorsi che intreccia natura, storia e identità territoriale del Canavese.

Design, università e territorio: le collaborazioni della Fondazione 

Nel corso della mattinata sono state presentate due collaborazioni strategiche che segnano la direzione della Fondazione sul fronte della formazione.  Massimiliano Fadde , Admission Advisor dell’IED – Istituto Europeo di Design di Torino, ha illustrato i risultati del progetto commissionato dalla Fondazione agli studenti di grafica del terzo anno: un sistema visivo contemporaneo per la narrazione del territorio canavesano, declinato in loghi, social, cartellonistica, merchandising e concept di land art. Sette degli otto studenti coinvolti non erano canavesani — uno sguardo esterno che la Fondazione ha giudicato particolarmente prezioso.

Elena Nabot , responsabile del polo universitario Ermete Formazione di Ivrea per il gruppo  Multiversity – Università Pegaso , main partner della Call for Ideas, ha presentato le opportunità della formazione universitaria digitale per i giovani canavesani: 120 percorsi di laurea, oltre 300 master, con la possibilità di studiare e lavorare senza lasciare il territorio.

«Ho aperto il polo universitario a Ivrea perché anch’io, da giovane, dovevo spostarmi a Torino per studiare. L’80% degli italiani vive in centri medio-piccoli: se non hai ancora trovato lavoro, non puoi fare molto altro se non andartene. L’università digitale rompe questo schema. Si può studiare, cercare lavoro e restare nel proprio territorio, allo stesso tempo. Non voglio che la distanza dalle grandi città universitarie sia un limite per i ragazzi del Canavese. Voglio che le opportunità le creiate voi, da qui.» Elena Nabot, responsabile polo universitario Ermete Formazione – Università Pegaso, Ivrea 

Lo Young Advisory Board: i giovani al centro della Fondazione 

Una delle novità più significative dell’edizione 2026 è stata la presentazione ufficiale dello Young Advisory Board del Canavese, illustrata da  Ambra Michela , Consigliera del Consiglio Direttivo con Delega all’Education e promotrice del progetto.

«Il futuro del Canavese non lo costruiamo noi: lo costruite voi. Lo Young Advisory Board è uno dei progetti centrali della Fondazione Canavese2030: un organo consultivo reale, dedicato ai ragazzi e alle ragazze degli istituti superiori del territorio, pensato per dare voce alla generazione che abiterà il Canavese del 2030. Non è uno spazio simbolico: decide, propone e vede realizzate le proprie idee sul territorio, in dialogo diretto con istituzioni, enti e aziende. Abbiamo bisogno di ragazzi curiosi, tenaci, disposti a prendersi la responsabilità di quello che propongono. Perché se non li ascoltiamo, i giovani andranno a cercare altrove quello che non trovano qui. E il Canavese non può permetterselo.» Ambra Michela, Consigliera Fondazione Canavese2030 con Delega all’Education 

I premi della Call for Ideas 2025-2026 

La cerimonia di premiazione ha visto quattro istituti superiori del Canavese protagonisti. 

Il primo premio (contributo di 3.000 euro ) è andato all’I.I.S. “Camillo Olivetti” di Ivrea con il progetto “Oltre la rete… Pallavolo Inclusiva” : sport come linguaggio universale capace di abbattere barriere e favorire la partecipazione di tutti, incluse le persone con disabilità.

Il secondo premio (2.000 euro) e la Menzione Speciale  sono andati all’I.I.S. “Aldo Moro” di Rivarolo Canavese con il progetto “A spasso con Aldo” : una proposta innovativa per scoprire il Canavese e i luoghi dello sport attraverso il metaverso, con un forte potenziale di sviluppo nella prossima edizione dedicata al digitale. A conclusione dei lavori, il  Velodromo Francone  ha annunciato spontaneamente un contributo aggiuntivo di 1.000 euro a sostegno di questo progetto.

Il terzo premio ex aequo (500 euro ciascuno) è andato all’ I.I.S. “Piero Martinetti” di Caluso con “Canavese in sella” — un itinerario cicloturistico tra luoghi di interesse storico e paesaggistico — e all’  I.I.S. “Giovanni Cena” di Ivrea con “L’Ivrea che non conosco” , un percorso di riscoperta dei luoghi meno noti della città.

«Questa Call for Ideas ci ha restituito ancora una volta la prova di quanto i ragazzi del Canavese sappiano guardare lontano. Il progetto vincitore non parla solo di sport: parla di inclusione, di comunità, di valori condivisi. È esattamente quello che chiediamo ogni anno — non un elaborato scolastico, ma una visione che la Fondazione si impegna a realizzare. Grazie ai presidi, ai professori e a tutti gli studenti che hanno lavorato su questi progetti. E per noi lo Young Advisory Board è un esperimento democratico di attivazione politica giovanile di territorio: il modo con il quale sviluppare il protagonismo dei ragazzi in una co-progettazione di territorio che sta alla base dell’innovazione sociale definita Nuova Comunità.» Fabrizio Gea, Presidente Fondazione Canavese2030

Le conclusioni: costruire ecosistemi, non eventi 

A chiudere i lavori è stato il Vicepresidente Esecutivo Andrea Zanusso, che ha sottolineato il valore strategico delle collaborazioni istituzionali e formative avviate dalla Fondazione come leva progettuale per il territorio.

«Fondazione Canavese2030 ha avviato un progetto strutturato di brand del territorio in collaborazione con tre grandi istituzioni: il Politecnico di Torino, con cui lavoriamo su design sistemico, cartellonistica e segnaletica stradale e economia circolare; IED, con cui sviluppiamo merchandising, design digitale e dodici progetti attualmente in corso di elaborazione e valutazione; e l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, con cui promuoveremo eventi, mostre, iniziative culturali e residenze artistiche. L’obiettivo è uno solo: costruire un’identità territoriale del Canavese che sia riconoscibile, coerente e viva — progettata con i migliori talenti creativi italiani, radicata qui.» Andrea Zanusso, Vicepresidente Esecutivo Fondazione Canavese2030